Nel marzo 2025, il team di ricerca composto da Corrado Malanga, Filippo Biondi e Armando Mei ha annunciato una scoperta significativa. Utilizzando la tecnologia SAR (Synthetic Aperture Radar), hanno individuato otto strutture cilindriche verticali, definite “pozzi”, che si estendono fino a circa 650 metri di profondità sotto le piramidi. Questi pozzi sarebbero circondati da percorsi a spirale discendente e connessi a due grandi strutture cubiche di circa 80 metri per lato. Inoltre, sono state identificate cinque strutture multi-livello collegate da passaggi.
Tuttavia, queste affermazioni hanno suscitato scetticismo nella comunità scientifica. Esperti come il professor Lawrence Conyers hanno espresso dubbi sulla capacità della tecnologia SAR di rilevare strutture a tali profondità, considerando l’idea di una vasta città sotterranea sotto le piramidi un’esagerazione. Jerusalem Post
La pubblicazione del 2022: fondamento o abbaglio?
Tutto ha origine da uno studio pubblicato su Remote Sensing nel 2022, a firma di Filippo Biondi e Corrado Malanga, dal titolo:
“Synthetic Aperture Radar Doppler Tomography Reveals Details of Undiscovered High-Resolution Internal Structure of the Great Pyramid of Giza”
DOI: 10.3390/rs14153550
L’articolo descrive una tecnica di elaborazione SAR (Synthetic Aperture Radar) applicata a dati COSMO-SkyMed per generare una presunta tomografia interna della Piramide, sfruttando la variazione temporale del segnale riflesso. Tuttavia, la pubblicazione presenta diverse criticità tecniche:
- Mancanza di unità di misura nelle immagini e nelle tomografie, rendendo difficile la verifica di scala e profondità.
- Sovrapposizione arbitraria tra tomogrammi e disegni della piramide, senza alcuna proiezione CAD certificata o corrispondenza geometrica tracciabile.
- Assenza di dati di validazione: non vengono confrontate le tomografie con strutture note, né effettuate verifiche su modelli controllati.
- Natura speculativa dei risultati, ammessa anche da alcuni revisori durante il processo di peer review.
Nonostante questo, lo studio viene oggi presentato come la base scientifica da cui sarebbe derivata la “scoperta” del 2025.
Fononi, sononi e radar: un cortocircuito fisico
La vera novità annunciata nel 2025 è che i ricercatori sarebbero riusciti, tramite un software proprietario, a “estrarre informazioni fononiche” dai dati radar satellitari. In particolare, Malanga ha dichiarato di aver sfruttato i fononi (vibrazioni quantistiche della materia) per identificare anomalie strutturali all’interno della piramide.
Ma qui la fisica pone un altolà invalicabile.
- I radar SAR rilevano microonde, cioè onde elettromagnetiche. Non registrano suoni né vibrazioni meccaniche.
- I fononi sono quanti di vibrazione del reticolo cristallino e non possono viaggiare nello spazio né essere rilevati da un satellite.
- Nessun satellite SAR (né COSMO-SkyMed né altri) dispone di strumenti per la rilevazione di segnali fononici o sonori.
- Un software non può estrarre qualcosa che non è stato registrato. Se i fononi non sono nel dato SAR, non possono essere “estratti”.
In sintesi, l’intera teoria fononica applicata ai dati radar satellitari è fisicamente infondata. Siamo di fronte a una reinterpretazione arbitraria dei dati, che attribuisce loro significati che la fisica e l’ingegneria delle telecomunicazioni non possono supportare.
Un metodo senza verifiche
Oltre ai problemi teorici, mancano anche le verifiche sperimentali:
- Nessuna prova è stata condotta su strutture note per validare il metodo.
- Non vi è tracciabilità tra l’elaborazione software e i dati grezzi SAR.
- Le tomografie proposte non indicano profondità né posizioni reali, ma sono solo proiezioni non scalate.
Inoltre, il linguaggio usato in alcune dichiarazioni pubbliche (fononi, sononi, entanglement) sembra attingere a concetti della fisica quantistica in modo creativo ma scollegato dalle applicazioni concrete.
Scienza o suggestione?
L’impresa di indagare le piramidi con tecnologie moderne è affascinante e legittima. Ma il rigore scientifico richiede metodi verificabili, strumenti adeguati e analisi trasparenti. Attribuire a un radar satellitare la capacità di rilevare fononi è come sostenere che un microfono possa fotografare la luce: un’affermazione che suona poetica, ma che la fisica smentisce.
Conclusione
Prima di parlare di nuove camere segrete, servono verifiche indipendenti, confronti su modelli reali, documentazione accessibile e, soprattutto, rispetto per la fisica. L’archeologia non ha bisogno di magie digitali, ma di scienza solida e replicabile. L.L.
ADDENDUM 31/03/25
1. Come viene realmente usato l’effetto Doppler nel SAR
Nei radar ad apertura sintetica, il satellite si muove a velocità elevata lungo la propria orbita. Quando invia un segnale radar verso la superficie terrestre, la frequenza dell’eco ricevuto subisce una leggera variazione (effetto Doppler) a seconda della posizione del punto osservato rispetto alla traiettoria del satellite:
– I punti verso cui il satellite si avvicina generano un’eco con frequenza più alta (Doppler positivo);
– I punti da cui si allontana generano un’eco con frequenza più bassa (Doppler negativo).
Il sistema SAR usa queste variazioni minime di frequenza per:
– Raffinare la risoluzione dell’immagine nella direzione di volo (azimut),
– Determinare la posizione precisa degli oggetti a terra,
– In modalità interferometrica (InSAR), misurare spostamenti millimetrici del terreno nel tempo (non del sottosuolo).
Tutto ciò avviene a livello numerico, elaborando dati ad alta frequenza (GHz). Lo shift Doppler può ricadere nell’ordine di qualche kHz, ma resta un valore matematico e non acustico.
2. La frequenza Doppler è un suono udibile?
No, ma può avere valori numerici simili SOLO MATEMATICAMENTE.
È vero che le variazioni Doppler possono essere nell’ordine delle decine o centinaia di kHz, ovvero valori compatibili con il range uditivo umano (20 Hz – 20 kHz). Ma:
– L’effetto Doppler SAR riguarda microonde, non onde acustiche;
– Le microonde non possono essere “udite”, e il satellite non registra suoni né li invia, direttamente o indirettamente;
– Lo “spostamento Doppler” è una differenza di frequenza elettromagnetica, non un’onda sonora.
Conclusione: parlare di “frequenze udibili” nel contesto SAR crea confusione. L’effetto Doppler è trattato elettronicamente e matematicamente, non come suono.
3. Fononi e vibrazioni: accostamento improprio
– I fononi sono quanti di vibrazione del reticolo cristallino nei solidi, concetto centrale nella fisica dello stato solido e nella meccanica quantistica.
– I fononi non sono generati da suoni esterni, ma descrivono le vibrazioni interne delle molecole di un materiale.
– Anche se un suono può, in certi casi, far vibrare un oggetto, ciò non genera fononi nel senso fisico del termine, né è un effetto collegato all’analisi radar.
Il radar non produce suoni, e non può “attivare” fononi nel reticolo cristallino della pietra. Questo è un accostamento arbitrario, non supportato da alcuna teoria né da alcun esperimento.
4. Conclusione
L’associazione tra effetto Doppler SAR → suono udibile → vibrazione → fononi è una catena costruita su suggestioni, non su logica scientifica.
Ogni elemento menzionato (SAR, effetto Doppler, frequenze udibili, fononi) ha una collocazione precisa e separata nella fisica, e mescolarli porta a una narrativa affascinante ma scientificamente inconsistente. L.L.