Hey tu, caro sentimento
Sei tu quel che porto dentro
Una vita persa e lasciata,
come un senza tetto su di una panchina abbandonata.
Mai più, mi son detto più volte
poi tu hai riaperto le porte
E mi è rientrato dentro,
come in uno sparo al cuore nel mio petto al centro.
Hey tu, brutto farabutto
vai via dal mio petto distrutto
Dove alloggiava un cuore che col tempo rallenta ed alla fine muore.
(Voce di Federica Zaccaria)
Hey tu caro disilluso
Su dai non portarmi il muso
Non ho una pistola puntata
Ogni tua ferita con me sarà guarita.
Si tu, ti ho detto più volte
mi hai dato le chiavi delle porte
e mi hai fatto entrare
per ricordarti cosa vuol dire amare.
“Brutto Farabutto” è una canzone che esplora il dialogo interno tra un protagonista afflitto da dolore e un sentimento personificato, chiamato “farabutto”, che simboleggia sia la causa del tormento che la chiave della guarigione. La traccia inizia con un acceso confronto con il sentimento, visto come un intruso che ha portato sofferenza e devastazione emotiva, simile a un “senza tetto su di una panchina abbandonata” o uno “sparo al cuore”.
Man mano che la canzone si sviluppa, il sentimento “farabutto” risponde con la splendida voce di Federica Zaccaria, non con ostilità, ma con parole di speranza e promesse di guarigione. Questa risposta segna un cambiamento tonale dal rimprovero alla riconciliazione, invitando il protagonista a superare il disincanto e ad aprire nuovamente le porte al sentimento. La voce femminile del “farabutto”, colma di ottimismo, incarna l’invito a ricordare la capacità di amare e di essere amati, nonostante il passato doloroso.
In questo intenso dialogo lirico, “Brutto Farabutto” cattura la lotta tra il rifiuto iniziale di affrontare il dolore e la graduale accettazione che anche i sentimenti più dolorosi possono essere fonte di crescita personale e rinnovamento emotivo. La canzone invita gli ascoltatori a riflettere sulla dinamica dei loro stessi sentimenti e sulla possibilità di trasformazione interiore attraverso il perdono e l’amore.